Annamaria Venere

A volte, gli ignoranti sono quelli che pensano di saperne più di tutti: in parte è vero ed è un fenomeno psicologico, chiamato effetto Dunning-Kruger, che si verifica quando una persona con scarsa competenza in un determinato campo tende a sovrastimare le proprie capacità e a sottovalutare quelle degli altri. Questo fenomeno è stato identificato e descritto per la prima volta dagli psicologi sociali David Dunning e Justin Kruger nel 1999. Secondo gli studiosi, le persone che ne soffrono hanno una percezione distorta della propria competenza e spesso si mostrano eccessivamente sicure delle proprie opinioni, nonostante l’evidente mancanza di conoscenza o abilità. Al contrario, le persone altamente competenti tendono ad avere una maggiore consapevolezza delle proprie lacune e a mostrarsi meno sicure di sé (Kruger & Dunning, 1999). Elementi che finiscono per avere non solo un impatto sul fronte psicologico, ma anche sociale.


La scoperta dell’effetto Dunning-Kruger

Lo studio sull’effetto Dunning-Kruger è nato quasi per caso. Nel 1995 a Pittsburgh, un uomo di 45 anni di nome McArthur Wheeler decise di rapinare due banche nello stesso giorno, senza maschere o travestimenti, nonostante sapesse che le telecamere lo avrebbero ripreso. Dopo poche ore, la polizia lo arrestò incredulo per la sua stupidità. Al momento dell’arresto, egli affermò di essersi cosparso, su suggerimento di un amico, il viso di succo di limone, poiché convinto che questo lo avrebbe reso invisibile.

Prima di recarsi in banca, si era anche scattato una foto con una polaroid, ma aveva fotografato accidentalmente il soffitto, rendendo la propria immagine invisibile e rafforzando la convinzione che il succo di limone lo rendesse invisibile agli occhi degli altri. Non era sotto l’influenza di alcool o droghe, ma lucido e sorpreso di essere stato scoperto. Il professor David Dunning e l’allievo Justin Kruger, entrambi della Cornell University, colpiti da quanto successo, studiarono quindi l’accaduto sotto un profilo scientifico (Grant, 2021). I due psicologi intrapresero uno studio sui test di umorismo, grammatica e ragionamento logico coinvolgendo i propri allievi.

Prima di svolgere i test, i partecipanti espressero il proprio grado di competenza in ognuno dei tre campi. I risultati rivelarono che i partecipanti meno competenti si autovalutavano molto al di sopra delle proprie capacità, mentre i partecipanti più competenti si valutavano leggermente al di sotto. Giunsero così alla conclusione che coloro che hanno meno conoscenza in un campo sono spesso quelli che sopravvalutano le proprie competenze, mentre quelli più esperti sono quelli che sottostimano le proprie abilità. Il fenomeno, come anticipato, è stato chiamato effetto Dunning-Kruger, consistente nell’incapacità di riconoscere la propria incompetenza. Inoltre, i risultati dello studio dimostrarono che le autovalutazioni non veritiere degli incompetenti sono molto difficili da correggere (Dunning & Cruger, 1999).

L’opposto: la sindrome dell’impostore

Nell’esperimento sopra, una situazione opposta caratterizzava invece gli studenti più bravi: erano gli unici ad aver fornito un’autovalutazione, in relazione agli altri, inferiore rispetto al risultato effettivo. Si tratta della sindrome dell’impostore, un fenomeno psicologico in cui una persona, nonostante i suoi successi e le sue competenze, non riesce a sentirsi adeguata e continua a dubitare delle proprie capacità. Le persone che soffrono di questa sindrome attribuiscono i loro successi alla fortuna o a fattori esterni, piuttosto che al loro talento e impegno personale (Dunning & Kruger, 1999).

Inoltre, spesso si sentono come degli “impostori”, convinti di essere stati scelti per un ruolo o un lavoro solo per caso o per errore, e temono di essere scoperti come “falsi”, il ché può portare a sentimenti di ansia, stress e scarsa autostima. Con l’effetto si determina quindi il paradosso per cui  chi possiede maggiori competenze sembra essere più insicuro di chi non le possiede (Falchi & Carmignani, 2020).

Che tipo di conseguenze psicosociali?

Le conseguenze di simili effetti sono evidenti innanzitutto sul profilo dell’autostima: chi patisce di un effetto Dunning-Kruger può avere problematiche narcisistiche, se non addirittura di distorsione della realtà e della personalità. L’effetto Dunning-Kruger, così come la sindrome dell’impostore, influiscono cioè sul modo in cui una persona percepisce e gestisce il proprio successo o insuccesso, specie in rapporto agli altri (Grant, 2021).

Nella sindrome dell’impostore, in particolare, le persone vivono con costante ansia e stress, poiché sentono di non essere all’altezza delle aspettative altrui, nonostante abbiano ottenuto risultati di successo in passato. Questo porta a un senso di alienazione, isolamento e a un limitarsi nell’affrontare nuove sfide, nella paura di essere esposti come “imbroglioni”.

L’effetto Dunning-Kruger, d’altra parte, conduce il più delle volte a un eccesso di fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità, nonostante la mancanza di competenze reali. Questa sovrastima delle proprie capacità porta, a sua volta, a commettere decisioni sbagliate, a problemi relazionali e anche a danni concreti.

Ad esempio, un medico che soffre dell’effetto Dunning-Kruger potrebbe non riconoscere la propria inadeguatezza in una particolare area di competenza e, pertanto, mettere a rischio la salute dei propri pazienti. Non solo, a livello sociale, l’effetto DunningKruger porta a una diffusa scarsa valutazione delle competenze altrui, favorendo l’insorgere di conflitti e il mancato riconoscimento del merito di chi ha realmente le competenze necessarie per svolgere un determinato compito, come spesso accade in ambito politico (Dunning & Kruger, 1999; Falchi & Carmignani, 2020).

In entrambi i casi, in definitiva, questi fenomeni influiscono sulle relazioni personali e professionali, sulla salute mentale e fisica e sulla capacità di una persona di raggiungere il successo e la felicità a lungo termine. È importante quindi riconoscere queste problematiche e cercare supporto e aiuto per gestirle e superarle, sebbene si tratti di manifestazioni psicologiche fin troppo recenti, cui andrebbero affiancati più studi approfonditi per capirne l’origine e le conseguenze sociologiche.


Bibliografia

Falchi, A., Carmignani, M. (2020). Effetto Dunning-Kruger: l’asimmetria del giudizio, Carmignani Editrice, Pisa. Grant, A. (2021). Thing Again, Viking, New York.

Kruger, J., Dunning, D. (1999).  Unskilled and Unaware of It: How Difficulties in Recognizing One’s Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments, Journal of Personality and Social Psychology.